RISARCIMENTO DANNI CADUTA NEGOZIO

Il gestore del locale deve sempre tutelare la salute dei clienti: la responsabilità oggettiva del titolare del ristorante, pizzeria, negozio può essere evitata solo dimostrando il caso fortuito ossia l’imprevedibilità e l’inevitabilità della caduta.

Il proprietario di un negozio, di un ristorante, di un bar, di un supermercato è responsabile per gli incidenti che avvengono all’interno del proprio locale, sia esso di proprietà che in affitto.

Questo principio va sotto il nome di responsabilità oggettiva ed è sancito a chiare lettere dall’articolo 2051 del codice civile. Così, ad esempio, se un cliente cade per colpa di un gradino poco stabile, di una pozzanghera d’acqua lasciata da qualche ombrello bagnato, di un detergente vischioso o di un oggetto scivoloso presente sul pavimento, il gestore dell’attività commerciale è tenuto a pagare i danni fisici conseguenti all’infortunio.

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Il risarcimento danni da caduta in negozio costituisce così uno dei più tipici casi di responsabilità del titolare del locale nei confronti sia dei terzi che dei suoi stessi collaboratori e dipendenti.

Il principio è lo stesso che si applica in tema di cadute sulla strada o sul marciapiede: il titolare o il custode della cosa (che in questo caso è l’asfalto) è responsabile per tutti i danni prodotti da essa a meno che non dimostri l’imprudenza o la negligenza del danneggiato. Quindi, tanto più è ampia e visibile la buca, tantomeno è possibile pretendere un risarcimento.

C’è una profonda differenza, all’atto pratico, tra la responsabilità del Comune e quella del gestore del locale: se è verosimile – anzi piuttosto frequente – che, in una strada ampia, la caduta sia dovuta a distrazione (si pensi a chi cammina con gli occhi puntati sul cellulare), ciò è meno probabile in un locale chiuso dove gli ostacoli sono percepibili nell’immediatezza. Dunque, il titolare del negozio difficilmente potrà dimostrare che lo scivolone è stato dovuto all’imprudenza del danneggiato.

In sintesi, in caso di caduta in un negozio, il risarcimento danni è quasi sempre assicurato.

Danno all’interno di negozi, ristoranti e pizzerie

La conferma viene da una recente sentenza della Cassazione [1]. Il titolare del locale risponde sempre della salute dei clienti e, in caso di danni, è tenuto a versare il risarcimento. La vicenda riguarda il caso di un cameriere che, inciampato a causa di uno dei clienti, rovesciava addosso a una bambina una pizza fumante, provocandone delle ustioni.

Secondo la Corte, il gestore del ristorante risponde anche per il “caso fortuito” dovuto ad uno spintone dato al cameriere dai suoi amici turbolenti.

I magistrati hanno ribadito che «chi accede in un ristorante ha il diritto di pretendere dal gestore che sia tutelata la sua incolumità fisica». In sostanza, nel contratto di ristorazione «il creditore della prestazione affida alla controparte la propria persona». E in caso di incidente il ristoratore può “salvarsi” solo se dimostra il «caso fortuito»: in pratica, deve risultare che il danno non poteva essere né previsto né evitato e che, dunque, il titolare del locale ha fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.

Non si può condannare l’esercente senza verificare se, ad esempio, prima dell’incidente abbia richiamato la tavolata di giovani turbolenti o, invece, tollerato la maleducazione degli avventori.

Pavimento bagnato

Nella situazione di rischio che proviene dal pavimento bagnato, il custode deve prevenire il pericolo della caduta con adeguate misure di sicurezza o segnalazioni di pericolo ed esercitando i poteri di vigilanza che gli competono [2].

Sulla scorta di ciò, la Cassazione ha accolto la domanda di risarcimento proposta da una donna che, appena entrata in un negozio, era caduta rovinosamente sul pavimento bagnato e reso scivoloso dall’acqua saponata. In primo grado, l’infortunata aveva perso la causa poiché il giudice, erroneamente, aveva dato rilievo assorbente alla condotta negligente della vittima, desunta in maniera apodittica e illogica dalla circostanza che nel momento in cui si era verificato l’incidente (nella specie, alle ore dieci del mattino) vi era piena visibilità dell’umido. Il tribunale, però, non aveva considerato che il dato di fatto della comune esperienza postula che, nella situazione di rischio proveniente dal pavimento bagnato, il gestore del negozio debba prevenire il pericolo della caduta con adeguate misure di sicurezza o segnalazioni di pericolo.

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